venerdì 19 settembre 2008


25 ottobre 2008, Giornata dello Sbattezzo

2 commenti:

Anonimo ha detto...

un po' di tempo venni a conoscenza dello sbattezzo, poi ho pensato che in fin dei conti non ho bisogno che qualcuno riconosca la mia non sudditanza, la mia non sottomissione e la mia non obbedienza.
temo che "sbattezzarsi" sia un riconoscere alla chiesa il "potere" che pensano di avere su di noi (lo so che mi esprimo come un bimbo di due anni!)
voglio dire se non ti senti sottomesso il battesimo è un rito che non ha valore (ha valore se gli dai valore te!), pertanto credo di poter essere in grado di prenderne le distanze in maniera autonoma!
ovviamente, se lo sbattezzo vuole essere un "rito" provocatorio (che come il battesimo non ha valore se non quello che gli si da noi stessi) nella forma di una protesta allora sono favorevolissimo a farmi "sbattezzare" se però lo dovessi vivere con "serietà" come un cattolico vive il battesimo (o qualunque altro sacramento) allora per me rappresenterebbe un gesto di sudditanza verso coloro che pretendono di salvare la mia anima.
scusate il pippone e in culo al vaticano :D

yasodhara ha detto...

non credere che non ci abbia riflettuto, perchè giustamente è una questione di credenza personale e non è certo necessaria una pratica burocratica che ne annulli o attesti il valore...gli stessi cattolici credono che sia una cosa che non si può assolutamente separare da noi, come il colore degli occhi...
il mio è solo un gesto provocatorio e autonomo
che rende le distanze sia da fanatismi di una parte che dell'altra