lunedì 24 settembre 2007

l'uomo animale Asociale

L'uomo è animale Asociale. E' del tutto incapace di vivere in armonia con gli altri animali terrestri e spesso anche con i propri simili.
E' perchè l'uomo è particolare, diverso, che è arrivato dove è. L'uomo è arrivato dove è non principalmente per la sua spiccata superiore intelligenza, ma per la sua spiccata forte aggressività e desiderio di prevalere su tutto, che si spinge ben oltre l'istinto di sopravvivenza.
I bambini di due anni sono poco più intelligenti degli scimpanzè, si riscontrano notevoli differenze soltanto sul piano comportamentale: gli scimpanzè vivono con tranquillità e pace tra loro, i bambini sono molto aggressivi.

E così l'uomo tramite il suo pessimo carattere di conquistatore ha cominciato fin dai tempi dei tempi a farsi spazio tra gli altri animali. Poi, sistemati gli animali e diventati troppi gli uomini, ha cominciato a farsi spazio tra di combattendosi.
Con la forza più che con l'intelligenza.

L' aggressività è la sua caratteristica peculiare che ha sempre cercato di tenere a freno e reprimere, talvolta nascondere, con l'educazione e con la cultura,come se si rendesse conto che quanto ottenuto era stato ottenuto del tutto ingiustamente.
Allora l'uomo non sa vivere nel rispetto degli altri ed ha troppa coscienza di .
E quindi è animale Asociale, aggressivo ed è semplice vedere come facilmente porterà questo pianeta all'autodistruzione.



martedì 11 settembre 2007

martedì 4 settembre 2007

Alla cieca

Stavo andando in bici all'università felice della pedalata come tante mattine e mi avvicinavo ormai alla stazione.
Come sai ci sono i lavori ed è tutto molto cambiato: era da poco scomparsa la pensilina che divideva la strada a metà dove fermavano tutti gli autobus che ci trasportano a Firenze.

In mezzo di strada barcollante senza una precisa direzione, sperduta per il fatto di non rendersi conto di dove era, se ne stava una signora col bastone, cieca, con le macchine cariche di impiegati in ritardo che le sfrecciavano ai fianchi incuranti, e nessuno dagli affollati marciapiedi fiorentini che l'aiutava.
Allora io, presa da quella indomabile voglia di agire che proprio non riesco a fermare a rifletterci su quando le cose sono troppo, mi sono avvicinata con la mia bici, l'ho presa sotto braccio e l'ho accompagnata sul marciapiede. Intorno le macchine frenavano e qualcuno al lato della strada si fermava a guardare... Ed io ho avuto la netta sensazione che lei pensasse che volessi scipparla....
Per la prima volta mi sono sentita di non aver gettato un altro giorno della mia vita inutilmente al vento.

Un autista dell'autobus in pausa che si fumava una sigaretta appoggiato ad una transenna mi ha detto: -grazie!
Grazie a me?


-Hai almeno chiesto alla signora da che parte voleva andare?
NO...!