Un lungo cammino di alta velocità fisica ed estrema lentezza mentale.
Stringo ben salde nella mano grandissime aspettative di novità, e porto sulla schiena, chiuso nello zaino, in modo che non possano sfuggire prima del tempo debito, un barattolo di sogni coltivati per anni.
Sì, eccomi seduta segnare sul mio taccuino da viaggio ogni punto di questa spropositata aspettativa.
E domani quanto sarà trasmutato in materia?
Rimangono immagini nella mai mente che cercherò in ogni modo di stampare in modo chiaro, fotografie mentre ferma me ne vado languidamente lungo la direzione opposta.
Sensazioni che contrastano così fortemente le mie emozioni che presto saranno accantonate per non distruggere tutto quello che provo e tutto quello che sono.
E l'uomo del mio spirito sarà
Non riporterò indietro il mio barattolo di sogni e la mia mano sarà aperta.
Il fatto è che questo "viaggio" non è importante per quello che andrò a fare, quanto per quello che rappresenta per me.
E per me rappresenta il riscatto al di là del rigore del grigiore.
Sarà la dimostrazione che l'unica cosa che posseggo non è inutile e deleteria per vivere (vivere? sopravvivere è già un eufemismo!), ma è tutto ciò a cui non si può rinunciare se si vuole vivere.
Sarà un pugno contro la ragazzina chiusa nella sua cameretta.
Sarà un passo verso il voler fare qualcosa della propria vita adesso! che è l'ora di smetterla di perdere tempo.
Ed è per questo che, quello che non è in realtà un viaggio, diventa un viaggio a tutti gli effetti dentro di me.
E sapendo tutte queste cose io sono ancora la ragazzina chiusa nella sua cameretta che vede nella mente la sua partenza.
Sapendo tutte queste cose io sono ancora qui a prendere la decisione se partire!
Allora dovrei io non partire?
2 commenti:
go go!
....nient'altro da aggiungere, solo questo.
sì, lo so, mi faccio troppe seghe mentali!
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