domenica 14 gennaio 2007

LA MIRABOLANTE TRAGEDIA DI CLORILLA episode VIII

La fanciulla era fuggita durante la notte decisa a scoprire chi fossero o chi fossero stati i suoi genitori e senza indizi si incamminò verso la città.

Andromeda per espiare il suo peccato, di non aver dato il giusto esempio alla giovane, decise di sacrificarsi alla dea Athena; morì sul suo altare ( fuori quattro). La settimana successiva Crystal trovò il cadavere già in stato di decomposizione, capendo di essere rimasta l’ultima dei Cavalieri dello Zodiaco, decise di gettarsi nel fiume (fuori cinque); così la leggendaria dinastia degli eroici cavalieri si estinse.

Da questo punto in poi la storia, la leggenda, la terribile tragedia di Clorilla è nota a tutti, chi non ha pianto ricordando l’appassionata ed inconsapevole storia d’amore tra i due giovani?

Ma vale la pena ricordare ancora un poco un così immortale –ed immorale- esempio; potrete forse trovare, in questa versione dei fatti, dei particolari che non conoscevate.

La giovane aveva ereditato dalla madre selvaggi capelli biondi, cherry-lips e pure il vestiario; invece dal padre aveva ereditato la figura allungata e l’altezza ( che era infatti leggermente superiore a quella della madre, ed equivaleva a un metro e un cazzo e naturalmente una ciliegia –con il picciolo-). Con questo riconoscibile aspetto ed un sacchettino in spalla la ragazza decise di dirigersi verso la città, quella al di là della valle verde nella quale, appena nata, le era stato fatto il test del DNA, parte della sua vita che ignorava completamente. Si mise in cammino sulle sue gambette-stecchino “coronate” da zeppe attraverso il bosco, quando poteva benissimo camminare per strada ed arrivare alla fermata dell’autobus più vicina, il che le avrebbe evitato molte sventure, ma non era questo il volere della dea Athena.


Clorilla girò in circolo nel bosco per otto mesi circa, alla fine, facendo due passi in dietro ed uno avanti giunse sul limitare della foresta e nei pressi della città. Lungo la strada che costeggiava il bosco e conduceva in città, in una modesta casetta, si era ritirato a vivere, cacciato di casa dalla madre imperiosa, un giovane di bell’aspetto: la sua figura era resa snella da un reggi-pancia ed i fluenti capelli biondi a funghetto si muovevano al vento. Quest'individuo un giorno trovò Clorilla addormentata sul far del bosco e la portò nella sua casa.




Voi perspicaci cari lettori, se ce ne sono, potete già capire, o meglio sapete, grazie alla notorietà dei fatti che vi sto raccontando, chi quest’individuo fosse.

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