giovedì 28 dicembre 2006

la recherce


E' stato allora che il tempo ha iniziato a scorrere veloce.
Da là io vedo scivolare davanti a me i giorni della mia vita sempre più accelerati, sempre più lontano. La fuga del tempo mi angoscia, ma quando vivo sono felice. E come potrebbe essere altrimenti? Vivere questi giorni che fuggono e ci sfuggono dalle mani.
D'altra parte se avessi più tempo, se questo scorresse più lentamente, ne sprecherei altrettanto e forse più di quello di cui dispongo. Ecome riempire i tempi morti? Diventerebbero spreco inutile. Preferisco godere di ogni attimo.

Inoltre perdonami, perchè quella sera, quella sera in cui il tempo ha cominciato a muoversi, ha preso velocità, da quella sera che la vita percorre il suo flusso, quella sera priva di tempo io non sapevo quello che stavo facendo. Io ero incosciente totalmente delle mie azioni.
Ma bada bene, no, non agivo contro la mia volontà, bensì senza pensare a nessuna pesante o lieve conseguenza.

Così io muovevo la mano senza che minimamente mi sovvenisse alla mente il motivo per cui lo stavo facendo, cosa sarebbe successo se l'avessi fatto, cosa avresti pensato, detto, fatto tu rispetto al mio gesto; semplicemente muovevo la mano, verso di te.
Tutte queste importanti cose io le trascuravo, non le consideravo, anzi ne ignoravo totalmente l'esistenza.
Ma forse, forse è stato meglio così, che il mio corpo abbia vissuto di vita propria, e la mia bocca si sia arricciata per sua volontà e tutta la mia fisicità ti abbia mostrato qualcosa, qualcosa che probabilmente era il mio pensiero che la mia mente era incapace a dichiarare. La mia lingua si rifiutava di muoversi ad un linguaggio razionale come la parola.

Io ho sempre sostenuto la mia fiducia in mezzi di comunicazione che si insinuassaro sottilmente nella nostra mente, che lasciassero trapelare, ma di cui si riconoscono chiari i messaggi. O forse ad un certo punto avrei dovuto baciarti e basta.

E mentre tu, sdraiato, eri oppresso dai sensi di colpa, io ancora incapace di pensare.
Ignoro dove fosse la mia mente, io non la possedevo, ma non la tenevi neanche tu, e non l'avevo dimenticata a casa.

Piove, come sempre quando torno là; questa sera sarò presa dai miei pensieri, o tutto mi sembrerà diverso dal solito, o soltanto non dovrei pensare a queste cose? Ma ormai queste cose io le ho pensate e certamente influiranno sul mio umore. E' solo un luogo come un altro.
Più me lo ripeto e meno me ne convinco.
E' il luogo dal quale il tempo è partito.